venerdì 18 maggio 2012

Orto botanico

In generale gli orti botanici in Italia nacquero tra il XII e il XIV secolo, non con lo scopo attuale di divulgazione scientifica e didattica, bensì per la coltivazione di piante officinali. L'aspetto scientifico iniziò a radicarsi intorno al 1700, quando si iniziarono a collezionare in particolar modo quelle specie che erano considerate esotiche e che potevano essere trovate grazie ai grandi viaggi di esplorazione dell'epoca.
L'Orto Botanico di Pavia nacque nel 1700 quando, sotto il governo austriaco di Maria Teresa d'Austria, si decise di smantellare l'edificio dedicato ai monaci lateranensi e creare un luogo dedicato alla botanica. Si volle anche dedicare una parte dell'orto botanico alla conservazione di specie nuove. Proprio per questo motivo oltre alle aree di arboreti e di roseti furono create le serre, che soprattutto nell'800 divennero la parte fondamentale dell'Orto Botanico di Pavia.

Platano di Scopoli
Cosa troviamo all'interno dell'Orto Botanico?


lI platano di Scopoli: è considerato l'albero "nonno" dell'Orto perchè è stato piantato da uno dei primi direttori, Giovanni Antonio Scopoli appunto. Fu lui, tra il 1777 e il 1778, a conferire l'aspetto attuale all'Orto, un aspetto moderno: oltre all'introduzione della botanica a livello didattico, decise di rimodernizzare tutto l'ambiente: vennero per la prima volta piantati alberi ad alto fusto, e uno dei più importanti è appunto il platano.

 
 
 

Piante cicadacee della
serra scopoliana
La serra scopoliana: sempre intitolata a Scopoli, è un edificio che ha raggiunto il suo aspetto moderno nel '700. Prima infatti la sua struttura era stata progettata in legno da Giuseppe Piermarini, a cui si deve, tra gli altri, il progetto del Teatro alla Scala di Milano. Successivamente fu invece tramutata in una struttura in muratura, metallo e vetro ed è rimasta così fino ad oggi.
All'interno della prima zona della serra troviamo le piante dette cicadacee. Sono piante che esistevano già in epoca mesozoica e sono le progenitrici delle odierne conifere. Crescono spontaneamente nei paesi dell'America e dell'Africa tropicale.
Nell'altra ala invece si trovano le piante succulente, ovvero le piante grasse. E' una collezione che è nata nei primi anni del '700 e che continua ad ampliarsi ancora oggi. Queste piante crescono spontaneamente in alcune aree dell'Africa e dell'Asia.

Pianta officinale
L'arboreto: prima della Prima Guerra Mondiale, l'Orto era ricco di aiuole e in ogni aiuola si coltivava una specie diversa. Questo però richiedeva molta manodopera e molte spese. Dopo la guerra quindi si decise di fare tutto arboreto, ovvero piantare alberi d'alto fusto. Una  zona dell'arboreto oggi non viene modificata artificialmente in nessun modo per mostrare la biodiversità, cioè come un bosco crese e si evolve naturalmente.
Vicino alle serre troviamo ancora invece delle aiuole con piante aromatiche e piante officinali.
In mezzo all'arboreto possiamo vedere alcune statue, poste nel '700 dal direttore dell'epoca che pensava che l'Orto dovesse somigliare ad una villa di lusso.



Il roseto: diviso in rose antiche (quelle piantate nel XIX secolo), rose moderne (gli ibridi piantati dopo la Prima Guerra Mondiale) e rose botaniche (quelle selvatiche, non modificate).


giovedì 26 aprile 2012

Museo di Storia Naturale

Il museo di Storia Naturale si trova, ad oggi, in via Guffanti. In realtà per come lo possiamo vedere ora non è un vero e proprio museo, bensì una specie di "magazzino": non è stato ricreato un percorso espositivo e non c'è una selezione dei reperti. Questo perchè doveva essere soltanto un luogo temporaneo in cui custodire i reperti in una situazione ambientale migliore rispetto alla precedente, ovvero quella del sottotetto del Castello Visconteo, in cui nel 1960 fu trasferito l'intero Museo di Storia Naturale con l'idea (mai realizzata) di mantenerlo tale e quindi aprirlo al pubblico.
Quando, nel 2000, l'intera collezione zoologica (ad esclusione degli invertebrati e dei grandi mammiferi, che sono ancora in Castello) fu trasferita qui, era in corso il progetto di costruzione di un nuovo Museo di Storia Naturale, che sarebbe dovuto sorgere accanto al Museo della Tecnica Elettrica. Il progetto non andò in porto e quindi questi reperti sono ancora in attesa di essere trasferiti in un vero e proprio museo, che ora dovrebbe essere creato all'interno di Palazzo Botta ristrutturando un'ala e tutto il sotterraneo.
All'interno del museo si trova la Sala Spallanzani, gloria della nostra Università e padre della biologia moderna, che fu chiamato a insegnare a Pavia da Maria Teresa d'Austria nel 1769, durante la riforma teresiana dell'Università. Viene creata appositamente per lui la cattedra di storia naturale e nel 1771 diventa il direttore del museo, che nasce grazie alla sua spinta ed è uno dei musei naturali più antichi al mondo. Inizia così un'opera di ricerca dei pezzi tramite viaggi diretti di Spallanzani oppure grazie a contatti con altri biologi.
All'interno della sala a lui intitolata si trovano alcuni dei pezzi originali dell'epoca spallanzaniana, tra cui un ippopotamo che è probabilmente uno dei pezzi tassidermizzati più antichi al mondo, tre ossa di balena che sono gli unici tre pezzi ossei di questa stessa specie presenti in un museo italiano, e due denti di narvalo, che per la loro forma hanno dato vita alla leggenda dell'unicorno.

Ippopotamo

Denti di narvalo
Ossa di balena


 Nell'altra sala invece troviamo tra i tanti pezzi due preparati biologici, cioè che servono per evidenziare l'anatomia interna, di un'alce e un cavallo.
Cavallo (preparato biologico)
Leone (specie estinta)
Possiamo anche vedere un leone e una leonessa, realizzati nel 1812 con la tecnica del "manichino in legno scolpito": è notevole la perfetta realizzazione del corpo, cosiderando l'epoca di realizzazione, la difficoltà del lavoro da eseguire a causa dell'elasticità della pelle, e il fatto che chi li ha realizzati molto probabilmente non aveva mai visto un leone dal vivo e si basava quindi su immagini, che all'epoca non potevano nemmeno essere molto precise. Questi leoni appartengono ad una specie estinta che è quella che i romani utilizzavano nelle arene.
Oltre a questi sono presenti centinaia di altri pezzi appartenenti alle più svariate specie animali estinte e non, che occuperebbero decisamente troppo spazio per essere citate tutte.
A questo punto l'unico consiglio che posso dare è: ANDATE A VEDERE IL MUSEO! 
E' aperto dal lunedì al venerdì su prenotazione, oppure un sabato mattina ogni mese. L'ingresso è gratuito.
Per info http://musei.unipv.it/storianat/visita/visita.html

martedì 24 aprile 2012

Da buona matematica....

Il museo storico dell'Università conserva anche la laurea di Luigi Berzolari (datata 1884), professore di Geometria presso l'Università stessa.

lunedì 23 aprile 2012

Museo Della Storia Dell'Università

Il museo che abbiamo visitato questa mattina è composto da due sezioni fondamentali: quella di Medicina e quella di Fisica. Nella sezione di Medicina troviamo le sale Scarpa, Golgi e Porta, dedicate a ricerche e studi dei rispettivi scienziati; nella sezione di Fisica è invece riprodotto con arredi originali il Gabinetto di Alessandro Volta.

== SALA SCARPA ==

 
Figura maschile in cera (dimostrativa dei vasi linfatici sottocutanei) e
figura femminile in cera (dimostrativa dei vasi linfatici viscerali)

== SALA GOLGI ==


<--- Disegni e appunti 
        originali di Golgi



 Riproduzione in cera --->
 dell'organo dell'udito       


 

== SALA PORTA ==






 <--- Preparati sotto formalina





Riproduzione della tecnica di ---> 
rinoplastica del "naso indiano"      








== SEZIONE DI FISICA ==


<--- Pile (purtroppo
        non originali)
 
Arredi originali del --->
Gabinetto di Fisica        





<--- Armadi originali del
       Gabinetto di Fisica




Rana sotto formalina --->

venerdì 20 aprile 2012

Let's start..!

Questo blog nasce insieme a "A spasso per musei" , altro blog in cui raccoglieremo gli elaborati (video, foto, ecc.) del corso di Comunicazione Digitale e Multimediale, tenuto presso l'Università di Pavia.
Quelli che via via pubblicheremo saranno i progetti che noi studenti presenteremo all'esame e vorrebbero essere d'aiuto per far conoscere i musei dell'Università e un invito a visitarli.
 
Orto Botanico

 






Museo della tecnica elettrica